In contemporanea alla mostra Fulvia Levi Bianchi, Tommaso Calabro inaugura la seconda Project Room contemporanea nella sua sede di Milano con The space in between, un progetto dell’artista italo-bosniaca Adelisa Selimbašić (Karlsruhe, 1996), a cura di Delfina Pattacini.
Adelisa Selimbašić, oggi basata a New York, torna a Milano, città che l’ha accolta fin dai primi passi – dalla residenza in Via Farini alla sua prima mostra personale – e apre ad una nuova fase della sua ricerca, presentando una serie di nuovi lavori. Chiamata a confrontarsi con la pittrice Fulvia Levi Bianchi (1927- 2006), Selimbašić trasforma il corpo in un linguaggio simbolico che va oltre la mera rappresentazione fisica, con echi all’uso degli archetipi dell’uovo e del seno nell’opera di Levi Bianchi.
Nell'immaginario di Adelisa Selimbašić il senso di inadeguatezza svanisce, lasciando spazio a una percezione non convenzionale del corpo. L’artista trasfigura l’idea di femminilità, immergendosi nelle complessità dell’essere. I suoi dipinti evocano l’estetica dei social media, creando un’illusione di intimità e familiarità. I volti si dissolvono in contorni indefiniti, sfaccettature di identità. I corpi si incontrano, si sfiorano, si confondono, diventano archetipi di una generazione, mentre sussurrano storie.
La nuova serie di dipinti presentati da Tommaso Calabro incarna uno sviluppo di prospettiva, una pittura scultorea sospesa tra il colore e l'abisso che ne scolpisce la profondità. Frammenti monumentali di corpo emergono come tracce di un’indagine, nel dissolversi delle forme. La superficie e la luce danzano insieme, lasciando spazio al mistero.