Questa mostra è dedicata all’artista italiana Fulvia Levi Bianchi (1927-2006), tra i protagonisti della brulicante scena artistica milanese della seconda metà del Novecento.
Nata nel 1927 a Trieste ma trasferitasi ancora bambina a Milano, dove studia e poi frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera, Levi Bianchi sperimenta, a partire dagli anni Sessanta, con il disegno, la pittura e la scultura, in un continuo dialogo e confronto con alcuni dei più importanti artisti, critici e galleristi del tempo, tra cui Lucio Fontana, Pierre Restany e Alexander Iolas, con il quale espone tra il 1971 e il 1983 a Milano, Atene, Parigi e New York.
La mostra presenta circa trenta dipinti e opere su carta realizzati tra gli anni Settanta e la prima metà degli anni Ottanta. Nel decennio di sua più grande maturità artistica, dalle produzioni ancora visibilmente legate allo studio dei surrealisti e da quelle grafiche, Levi Bianchi approda a una pittura organica, carica di simbolismo ma anche intima e personale. In questi anni, Levi Bianchi produce le prime uova e i seni, due elementi iconografici che l’accompagneranno in tutta la sua produzione futura, diventandone la cifra più nota e riconoscibile.
Con Fulvia Levi Bianchi, Tommaso Calabro continua il lavoro di approfondimento su alcuni dei nomi più rappresentativi dell’arte italiana del secondo Dopoguerra, celebrando un’artista che si è distinta per una ricerca personale e dal valore collettivo, senza piegarsi a compromessi e alle mode del momento.
Fulvia Levi Bianchi
Milano Corso Italia 47
02 aprile — 21 giugno 2025
Selezione opere
Fulvia Levi Bianchi
Senza titolo, 1974
Fulvia Levi Bianchi
Senza titolo, 1975
Fulvia Levi Bianchi
Senza titolo, 1974
Fulvia Levi Bianchi
Organico luminoso, 1979
Fulvia Levi Bianchi
Senza titolo, 1985
Fulvia Levi Bianchi
Senza titolo, 1972
Fulvia Levi Bianchi
Senza titolo, 1974
Fulvia Levi Bianchi
Senza titolo, 1974
Fulvia Levi Bianchi
Senza titolo, 1973