Questa mostra è dedicata alla pittrice italiana Carla Prina (1911-2008), una delle protagoniste dell’astrattismo italiano del Novecento.
Originaria di Como e formatasi tra Milano e Roma, Carla Prina è una figura centrale del Gruppo degli Astrattisti di Como, nato tra gli anni Trenta e Quaranta dall’incontro tra architetti e artisti ispirati dalle avanguardie europee. Nel 1942 Prina espone con il gruppo dei comaschi nel Padiglione Futurista della XXIII Biennale di Venezia, e poi nella Sala Futurista alla Quadriennale di Roma del 1943. La sua ricerca si arricchisce grazie ai contatti con artisti internazionali come Hans Arp, Sonia Delaunay e Joan Miró, culminando nell’esperienza all’Escuela de Altamira, fondamentale nella definizione del suo linguaggio astratto.
La mostra presenta dipinti realizzati tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta, insieme ad una ricca selezione di materiali di archivio. Inizialmente influenzate dal dinamismo Futurista, le opere di Prina evolvono in composizioni libere e liriche, caratterizzate da una sperimentazione cromatica e formale. La geometria intesa come calcolo e rigore lascia spazio a forme più oniriche, che fluttuano tra equilibrio e struttura.
Questa mostra rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire e valorizzare il lavoro di Carla Prina, una delle poche artiste dell’epoca a emergere nell’astrattismo e ad offrire un punto di vista unico, che arricchisce il linguaggio astratto con una profonda sensibilità poetica.